Trinidad e Tobago preferisce il prestito cinese a quello del FMI

Nel giugno del 2021, Colm Imbert, ministro delle finanze di Trinidad e Tobago paragonando il prestito della Cina con quello proposto dal Fondo Monetario Internazionale fece notare l’enorme differenza di condizioni proposte.

In particolare facendo riferimento agli aggiustamenti strutturali che solitamente il FMI richiede (e i cui effetti sono stati sperimentati da altri paesi nella regione):

“Con il prestito cinese, non c’è niente del genere, tutto quello che hanno detto è che come parte del loro programma di sensibilizzazione e sviluppo della politica estera, presteranno denaro a Trinidad e Tobago e che, quindi, il 15% del denaro che ci stanno prestando deve essere speso in ‘elementi cinesi’ e che potrebbe trattarsi di qualsiasi cosa: attrezzature, vaccini, forniture mediche… Non c’è una condizione come con il FMI.

Il prestito cinese ha un tasso molto interessante del 2%. Il FMI è dell’1,05%, quindi non c’è molto da scegliere. 

Devi dare un giudizio: hai un prestito, senza adeguamento strutturale, senza dover ridimensionare il personale, senza dover svalutare la tua valuta, ecc… E poi un altro in cui devi fare ogni tipo di cose terribili… Insomma, è un gioco da ragazzi, ovviamente andresti con quello che non ha alcuna condizionalità di adeguamento strutturale ad esso associato, soprattutto perché i tassi di interesse sono molto vicini, a distanza di appena l’un per cento”.

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