La Cina, a differenza degli USA, non ha sprecato un solo cent in guerre, parola di Jimmy Carter

Era il 2019 e alla presidenza degli Stati Uniti era ancora comodamente D. Trump.

Il presidente in carica ebbe un confronto con l’ex presidente J. Carter sulla Repubblica Popolare Cinese. Trump era irritato e preoccupato dalle previsioni che davano la Cina prima potenza economica mondiale nel 2030. Il superamento degli USA suonava come inaccettabile all’allora inquilino della Casa Bianca (e all’attuale, a giudicare dalle azioni).

La risposta di Carter rivelò tuttavia un punto focale delle differenze tra Cina e Stati Uniti e dei diversi ruoli che i due paesi vogliono avere nel mondo.

Carter notò come la Cina non avesse sprecato denaro e avesse ben investito in infrastrutture moderne i propri fondi pubblici:

Dal 1979, sai quante volte è stata in guerra con qualcuno la Cina? (…) Nessuna. Mentre noi siamo rimasti in uno stato di guerra continua. Gli Stati Uniti hanno goduto di soli 16 anni di pace nei loro 242 anni di storia (…) Rendendoci la nazione più bellicosa nella storia (…) Per la tendenza a costringere altre nazioni ad adottare i nostri principi americani (…) Gli Stati Uniti hanno sprecato, suppongo, 3 trilioni di dollari in spese militari (…) La Cina non ha sprecato un solo centesimo in guerra, ed è per questo che sono davanti a noi. In quasi tutto!

Le parole dell’ex Presidente degli Stati Uniti (20 gennaio 1977 – 20 gennaio 1980) sono arrivate nel 2019, proprio nella ricorrenza dell’apertura quarantennale tra Stati Uniti d’America e Repubblica Popolare Cinese, che fu lui stesso a condurre. Carter giustifica la sua scelta, notando come non fu la normalizzazione dei rapporti a permettere la crescita cinese, ma la corretta gestione economica: “Sapete quante ferrovie ad alta velocità ci sono in Cina? 18.000 miglia. Sapete quante in questo paese? Zero!“.

Un ex presidente degli Stati Uniti nota come la Cina, negli ultimi decenni, non ha condotto guerre, non ha condotto una politica estera offensiva, non ha avuto la tendenza a imporre i propri valori altrove e ha gestito la propria economica in modo eccellente investendo in infrastrutture e migliorando il tenore di vita della popolazione. Oggi la Cina è integrata nel tessuto economico mondiale, di cui costituisce il motore, permettendo a molti paesi in via di sviluppo di uscire dalla dipendenza verso le ex potenze coloniali e a noi in Occidente di beneficiare di un’economia mondiale ancora stabile.

Così mentre gli Stati Uniti impongono sanzioni, alzano la tensione, bombardano, occupano, minacciano, la Cina si impegna per un futuro condiviso in pace e armonia con tutti i popoli del mondo.

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