La Repubblica Popolare Cinese e le minoranze

La Cina è uno stato multietnico e multiculturale, unitario. La Costituzione garantisce e tutela tutte le minoranze linguistiche, culturali e i culti religiosi.

Parlare di Cina, pensando allo stato-nazione europeo non ha senso. Lo stato-nazione è nato in Europa, dopo la guerra dei trent’anni (1618-1648), con l’affermarsi di stati uniformi linguisticamente e culturalmente, dominati da un unico potere e caratterizzati da omogeneità religiosa. La storia cinese (per quanto complessa) non presenta nulla di simile.

Basta osservare l’estensione della Repubblica Popolare o dei suoi precedenti storici, per capire che non si può mettere a confronto la Cina con la Germania, l’Italia, la Spagna o la Francia. Le contraddizioni di uno stato unitario sono tanto più forti, quanto più questo è esteso geograficamente e demograficamente (vale la pena ricordare che la Cina è il paese più popolato del mondo). Anche i piccoli stati europei presentano minoranze più o meno agguerrite che ciclicamente rivendicano autonomia o indipendenza: questo è il corso della storia dei popoli e della creazione delle identità da parte di gruppi più o meno estesi.

La Cina non sfugge, quindi, a queste complicazioni antropologiche e politiche, ma va comunque inserita in un contesto più grande, sia per numero di abitanti, che per estensione. La stessa Unione Europea non è confrontabile con la Cina, sia perché questa non presenta un vero e proprio precedente storico, sia perché essa è rappresentata da un intento integrativo tra poteri sovrani.

La Cina è qualcosa di più simile a un’omogeneità storico-culturale, molto variabile proprio in virtù della sua grande estensione cronologica e spaziale. Volendo giocare di fantasia, sarebbe come se l’unità del Mediterraneo guadagnata dall’antica Roma, nel corso dei millenni fosse tornata a riproporsi in modo abbastanza stabile su tutte e due le sponde e si fosse intrisa di valori comuni (il sincretismo confuciano-taoista-buddhista), fino ad arrivare a inizio ‘900 con una formula politica vetusta (la dinastia Qing), per poi subire una grande invasione straniere e quindi una battaglia di liberazione (la lotta contro l’invasione giapponese) e una rapida modernizzazione politica (la nascita della Repubblica Popolare e il socialismo).

Tutto questo se adattato al contesto mediterraneo sembra ridicolo, ma il piccolo confronto è la cosa più simile all’immensità demografica, storica, culturale e linguistica che caratterizza la storia cinese.

La maggior parte della popolazione cinese è di etnia Han (oltre il 90%) ed esistono 56 gruppi etnici minoritari riconosciuti ufficialmente dal governo. Il governo cinese riconosce ufficialmente il diritto a prosperare per queste minoranze ed è contrario ad ogni pratica di assimilazione forzata.

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