Per l’Africa, la Cina è un’alternativa al controllo coloniale europeo

E’ stato pubblicato il libro bianco dei rapporti Cina – Africa dal titolo “Cina e Africa nella Nuova Era: un partenariato tra eguali”. Il testo analizza l’evoluzione del legame negli ultimi due decenni, mostrando come questa collaborazione sia stata improntata sull’eguaglianza e l’amicizia tra le parti. La stampa europea e nordamericana, cerca spesso di descrivere il rapporto sino-africano come basato sul debito, tuttavia questa lettura non tiene in alcun modo conto dell’enorme vantaggio commerciale ed economico che le popolazioni africane stanno avendo da questa collaborazione.

Presentare negativamente gli investimenti cinesi nella regione nasconde cattiva fede. Dopo secoli di intenso sfruttamento coloniale, le varie potenze (Stati Uniti d’America, Regno Unito e Francia in primis), vedono minacciato il loro primato grazie ad accordi più equi e spesso preferiti dai governi e dai cittadini.

Il neocolonialismo dei paesi OCSE/NATO non è più l’unica scelta. Sono passati gli anni in cui un manipolo di paesi si riuniva per decidere le sorti di tutto il mondo. Dopo il crollo dell’URSS, il modello capitalista sembrava essere destinato a dominare il mondo tanto da un punto di vista economico, quanto da un punto di vista culturale; eppure il socialismo cinese (con le sue peculiari caratteristiche adatte al suo specifico contesto storico) è riuscito a stravolgere in un trentennio una situazione apparentemente catastrofica per i paesi più poveri del mondo.

La Repubblica Popolare ha rilanciato la propria economia, aprendo a una forma di socialismo di mercato sotto forte direzione statale. Il P.C.C. conservando il potere tanto sulla società, quanto sulle leve economiche è riuscito a condurre uno sviluppo vigoroso, deciso ed equilibrato che ha emancipato milioni di persone dalla fame e dalla povertà. Quale esempio migliore per l’Africa?

Il benessere cinese, invece di ripiegarsi su se stesso, ha cominciato ad investire in progetti di carattere regionale e in fondi per la cooperazione e lo sviluppo.

La collaborazione sino-africana sta portando a una rapida modernizzazione del continente e delle sue infrastrutture, notoriamente fondamentali per il volano economico. La Cina è diventata una grande importatrice di beni africani (per lo più materie prime). Queste esportazioni permettono ai paesi africani di cominciare a usare le proprie risorse per migliorare le proprie economie e le condizioni di vita della popolazione.

I rapporti sono basati su cinque linee rosse, nettamente stabilite dal governo cinese: nessuna interferenza nelle scelte di sviluppo economico o negli affari interni; nessuna imposizione; nessun patto di natura politica; nessuna ricerca di vantaggi politici. L’esatto contrario di quanto fatto dalle nazioni occidentali (basti pensare alla scandalosa politica coloniale francese in Africa e alle sue terribili conseguenze).

Il rapporto tra questi due poli ex coloniali è intessuto tanto sull’interesse economico, quanto sulla stabilità sociale e politica e cerca di sviluppare la coesistenza pacifica nel continente.

Non ultimo la Cina punta alla crescita dei rapporti culturali tra partner, permettendo un’ulteriore emancipazione dal punto di vista eurocentrico e una presa in carico delle problematica ambientali e della produzione alimentare, vere piaghe del futuro.

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